“Lui in ufficio non potrebbe che
archiviando cieli
fotocopiare arcobaleni”
(da Il libretto rozzo dei CCCP e CSI, 1998).
Il tema guida che abbiamo scelto per Trallallero 2025 è: selvatici.
Un aggettivo volutamente al plurale che lascia spazio a diverse immagini ed interpretazioni personali, ma con una direzione ben precisa.
Deriva da selva, quindi: bosco o foresta, come quelle che caratterizzano il nostro territorio, e ci immerge subito in un ambiente naturale.
Ma non è la desolazione dei luoghi selvaggi. Selvatici è istinto e spontaneità. Alle volte può essere scontroso, sì, ma anche fragile, insicuro, emotivo e libero.
È proprio da questa fragile ed istintiva meraviglia dell’immaginazione che vogliamo lasciarci guidare, dalla curiosità e dall’attrazione che suscita tutto ciò che è inesplorato, diverso dalla nostra abitudine ed educazione… dall’incontro con il diverso da noi.
A teatro siamo corpi e menti in comune ascolto: fianco a fianco immersi in una storia stupefacente, in un suono inaspettato, in un movimento inconsueto, alla ricerca del non-ancora-conosciuto.
Persone con altre persone che, come nelle fiabe, partono per affrontare l’ignoto e ri-uscire in un’impresa, con anche il rischio di non capire, forse sbagliare, addirittura cadere e farsi un po’ male…
Perché il selvatico non è morbido e inerte, ma vivo e presente. E ci chiede di esserlo a nostra volta, se vogliamo scovare arcobaleni
anche, e soprattutto, là dove non ci sono.